martedì 9 febbraio 2010

Senza storia


In un mondo saturato da immagini,
non c'è una foto che mi testimoni adulto:
in pratica, non esisto dall'epoca della mia infanzia.

Sulla mia tomba metteranno il ritratto di un bambino,
con grembiule e fiocchetto,
che ha già intuito tutto il percorso a venire
ed abbozza un sorriso triste.

Allora almeno ero bello assai.

lunedì 8 febbraio 2010

Reminescenze


L'uomo a una dimensione:
la bassezza

venerdì 29 gennaio 2010

Good Bye

il giocattolino è venuto a noia
(sono un bambino instabile,
coi piedi in aria)
.
anche i giocatori son venuti a noia:
il tavolo verde non era nuovo,
era lo specchio di quello vecchio
(non sento più il velluto morbido sotto le dita)
.
per trascinare l'arto morto di questa vita
dovrò trovarmi un gingillo luccicoso:
mi guarderò attorno, come si fa coi saldi, senza tanto entusiasmo però
chè ogni cosa mi sa di muffito ancora nel suo bel cellophan
.
(in verità sono io che puzzo di marcio, ma non dovrei dirlo in giro:
già non riesco a farmi uno scampolo di amico
figurarsi il sesso... (sono arrivato a piangere di disperazione
alla vista di una penetrazione))
.
finirà che tornerò ai giocattoli usati,
magari proprio a questo che mi è venuto a noia:
detto proprio col cuore in mano, la mia parola
lascia il tempo che trova

martedì 19 gennaio 2010

La modestia non è più di questo mondo. Neanche tra Santi

Alì Agca si crede Gesù Cristo Reloaded;
ma anche Giovanni Paolo II non era da meno:
diceva che a salvarlo era stata la Vergine Madre di Gesù in persona
e fece incastonare il proiettile di Alì nella corona della Madonna di Fatima:
accidenti che modestia!
Un'altra che si era autoproclamata Santa in vita
ed era convinta di avere un posto (in prima classe) prenotato in paradiso
fu Madre Teresa di Calcutta.
Amica dei Potenti, a Loro perdonava tutto,
mentre ai poveri disgraziati di Calcutta consumati dalle malattie,
negava persino i comuni antidolorifici convinta (da esaltata quale era)
che il dolore è l'amorevole bacio di Dio.
Ma vaffanculo và!

(ohi ohi, l'inferno mi attende)

venerdì 15 gennaio 2010

My heart & World's one. (They're crying)

Il mio cuore tace in questo periodo,
non sa più che pensare, che sentire, che dire:
si gira intorno a sè, a fatica, e guarda, a fatica, e vede cose che non vorrebbe vedere.
Non vorrebbe più levarsi, la mattina,
e gli prende una grande, incontenibile nostalgia dell'infanzia,
di quando batteva all'unisono con il cuore del mondo
e ancora non sapeva che il mondo è fatto di infiniti cuori fuori sincrono, infranti.
Si chiede se è possibile, anche per un istante, tornare improvvisamente in quel frangente...,
ma il poeta, crudele, continua a ripetergli che non potrà mai più smemorarsi in un grido

domenica 10 gennaio 2010

Voglio la pelle nera

Cari Calabresi,
è inutile che vi scaldate:
i neri ce l'hanno più grosso.

(E hanno anche più palle)

venerdì 8 gennaio 2010

Cerotti sul niente

Da ragazzo lo facevo spesso, per burla
(tanto ero stupido, ma era anche l'epoca dark degli spilli e le ferite):
mi presentavo a scuola con un cerotto sul naso o una benda in testa
e tutti a chiedere preoccupati: che è successo? che ti sei fatto?

Ora vedo che la moda ha contagiato pure il Berlusca,
che ha passato le vacanze di Natale con le bende sul viso,
tranne far vedere poi che sul viso non c'era nulla,
ferite, graffi, punti: nulla.
Che simpaticone!

Attenzione però chè il messaggio è questo:
vedete, io posso tutto, posso anche mettere due cerotti sulla pelle sana,
e tutti devono dire che ho delle ferite, giornali, compagni di partito, opposizione,
tutti devono mettersi in coda per visitare il malato,
e mi devono fare gli auguri di pronta guarigione, e devono piangere e commuoversi
e portarmi regali.
Io posso negare l'evidenza, modificare la realtà, stravolgerla
e voi dovete stare al mio gioco,
posso dirvi che ho una ferita sul labbro e uscirmene invece con un cerotto sul naso
e voi dovete rammaricarvi per le mie ferite sul labbro, sul naso e sulla fronte.

mercoledì 6 gennaio 2010

Father & Son

Quale aiuto posso tendere a mia figlia per i suoi novelli problemi d'esistenza
se non sono stato in grado di risolverne uno dei miei sempiterni?

Mi si trafigge il cuore appena scorgo l'ombra di un pensiero nero sul suo viso.

Essere padre vuol dire questo: farsi carico delle pene dei figli,
che pesano più delle proprie, perchè non si conoscono.

Prego sempre Dio che trasferisca su di me i dolori di mia figlia.
Lo faccio per puro egoismo, probabilmente.

martedì 5 gennaio 2010

Allarme terrorismo

Ho convocato una riunione familiare antiterrorismo.
A tutti gli ospiti di questa casa verranno controllate le mutande.
Anche il postino dovrà sottoporsi al tastamento scrotale.
Intanto ho sistemato del filo spinato tutt'intorno al giardino.
Il vero problema sono i gatti.
Al Qaeda potrebbe imbottirli di croccantini esplosivi.

Ma vaffanculo va.
Almeno Bush faceva ridere

sabato 2 gennaio 2010

rallenta che vai a sbattere

ho come la sensazione che il tempo ha preso a correre,
e più passa più corre.
secondo me bisogna aggiornare il modo di misurare il tempo,
siamo rimasti al metodo vecchio.
qui l'ora non dura più 60 minuti, ma molto meno,
e il giorno sarà, a dirla grossa, di una quindicina di ore.
ieri credevo di entrare nel 2009 e siamo già al 2010.
di questo passo domani è già 2011.
questa Terra è diventata una trottola impazzita,
bisogna darle una rallentata

venerdì 1 gennaio 2010

resoconto

sto invecchiando male, come ho vissuto.
non avrei mai previsto di arrivare così debole alla mia maturità.
al contrario.
ho sempre creduto che difficoltà e solitudine avrebbero temprato l'animo,
rafforzato il carattere
e mi vedevo adulto forte, saldo, distaccato,
immune da passioni e sentimentalismi,
saggio e responsabile.
credevo che questo sarebbe stato il premio alle rinuncie, alle sconfitte, alle paranoie e al dolore.
che stupido.
avevo dimenticato una verità semplice semplice:
si raccoglie quello che si semina
e io credo di non aver seminato un bel niente

no party no happy

non ho brindato al nuovo anno,
e ho addosso le mutande (ex) bianche di tre giorni fa.

stai a vedere che anche questo 2010 me la farà pagare

soldati

sembra che qui si apprezzi molto le bombe, gli spari...

guerrieri
giochiamo a fare la guerra?

sabato 26 dicembre 2009

Pensiero di Natale (assolutamente da non leggere)

In fase di postproduzione del girato della mia vita
tutto sarà da tagliare

Salvi appena una scena qua e là,
due-tre personaggi
un paio di ambienti,
otterrei un super-cortissimo-concentrato sconclusionato e inguardabile.
Una manciata di frame

Per colonna sonora sufficiente un toc toc.
Io che busso ancora, già morto, alla porta della Vita

Amen

venerdì 25 dicembre 2009

Il discorso all'umanità

Mentre il resto dei canali mandava in onda i soliti film di Natale del cazzo, tipo "Una poltrona per due" (che io devo capire prima o poi perchè mandano sempre questo cazzo di film a natale, ci deve essere senz'altro qualche significato esoterico in questa scelta), RaiTre (che Dio la benedica) passava "Il Grande Dittatore". E questo è il discorso finale di Chaplin:

prove tecniche di fine del mondo

Scritto stanotte e postato stamani, incompleto (mi sono addormentato col pc acceso)

Mi affaccio sul balcone in maniche di camicia.
C'è un'atmosfera strana, qua fuori.
E' così da tre giorni.
Un caldo anomalo, inquietante, malato.
Mi sento spossato, senza un briciolo di forze,
energia spenta, robot inceppato
Che cosa hanno buttato nell'aria i signori di Copenhagen?
sono nuvole davanti la luna o veleni?
cos'è, il radon che sale dalle viscere della terra?
Non c'è anima in giro,
non c'è auto che sfrecci,
anche i cani spariti e le gialle pisciate sugli spigoli dei portoni
Siete tutti a riempirvi lo stomaco per arrivare sazi alla fine del mondo?
o a messa a stupirvi di uno spettacolo che non riconoscete più?
...
01:00 25 dic

mercoledì 23 dicembre 2009

Natale con i tuoi


Prima arriva il puzzo di piume bruciate,
poi il rumore di legni spezzati e il tonfo finale.

Senza un ahi di lamento
nè un ehi di richiamo.

Sa che sono già all'erta.

Ogni anno la stessa storia.

Per passare il Natale con me,
face to face,
il mio angelo custode si incendia un'ala
e precipita sul salice del mio giardino.

Ed io che devo recitare la solita parte:
"Ti sei fatto male?"
"Fammi vedere!",
"Ma sei pieno di graffi..."
"Ma quando la smetti di fare pazzie?"
"Ti romperai l'osso del collo!"
"Vieni, entra che ti disinfetto"

Gli butto il braccio sulle spalle fumanti
e lo porto dentro a rianimarlo con dolcetti e cognac.

Lui sorride, sotto i baffi.
E' contento così.

-Prosit my angel!
-Prosit my heart!