A me queste
anime blogghe (come le chiama
lo splendido che peraltro comincia a starmi
bonariamente un pò sui coglioni con tutta la sua mielaggine quarantenniana),
queste anime blogghe, dicevo, hanno preso a crearmi grossi problemi con me stesso e una gran confusione in testa, come non bastasse già quella nativa.
Perchè basta che
uno dica di
aver incontrato di sera sulla statale un automobilista col cappello in testa e giù una caterva di commentatori a dire la loro e a filosofeggiare su cappelli e automobilisti incappellati.
E vai tutti a rivendicare la paternità territoriale del cappellato al volante: è friulano, no è piemotese, no non c'è solo lì, c'è anche qui, no viene dall'estero, no ma che dite è mondiale.
E' universale, addirittura, esiste ovunque, come dio, no è' un mito, è un archetipo, è il simbolo della nostra provincia, no attenzione chè è in via di estinzione, no si però bisogna vedere anche che tipo di cappello aveva, un basco, un Borsalino, e calcolare quanto era affossato sulla testa,...
E c'è chi gli attribuisce tutti i mali del mondo e chi giura che ce ne sono tanti in tutt'Italia ma solo uno è donna e chi ancora si vanta di essere stato il primo a parlarne. In tempi non sospetti.
Robe da matti.
Naturalmente, per non sentirmi un povero disgraziato ignorante delle cose della vita, anch'io ho commentato la mia, di cazzata. Rimanendo peraltro un povero disgraziato ignorante delle cose della vita perchè alle mie cazzate nessuno dà peso. Sembrano scritte con l'inchiostro simpatico.
Così mi vengono dubbi su dubbi, entro in crisi, mi faccio domande: ma sarò normale?... perchè non ho incontrato un automobilista incappellato?... forse sono un ingrato rinnegato traditore a non rivendicare il primato del cappellato motorizzato salentino...
Forse dovrei fare dei respiri profondi e con calma mettermi a riflettere sul significato del cappello in testa ad un automobilista. Dovrei consultare il dizionario dei simboli... pensare... riflettere... ripensare...
Anche in Drugstore cowboy si parlava di cappelli che portano sfiga... ma non in macchina... sul letto... c'è morta anche la tipa per questo... per questo Matt Dillon si incazzava quando vedeva un cappello sul letto... ma quelli sono americani... qui siamo a Cuneo... e il blogger di Cuneo non mi sembra incazzato... casomai incuriosito... cappelli... cappelli... c'è il cappello del mago di oz... a forma di imbuto... e c'è il cappello del prestigiatore... un pozzo senza fondo... un pozzo di San Patrizio... forse l'automobilista era San Patrizio... infatti un commentatore l'ha incontrato a Dublino... ma San Patrizio non porta sfiga... il suo colore è il verde non è il viola... il viola è di Firenze...qui siamo a Cuneo... il cuneo si insinua... il cappello si indossa... le fate hanno cappelli a forma di cuneo... ma non guidano l'auto... volano... o alle strette viaggiano nei camini... con la polvere magica... "Diagon Halley"... "come ha detto caro?"... "Diagon Hally"... "lo sospettavo!".
E' tutto un casino! Sono mortificato, addolorato, sconsolato, mi sento solo, non capisco, non afferro, sono sottosviluppato, sono un Calimero, un reietto, un demente, non capisco più la gente, veramente, non per dire.
Ma forse le anime blogghe (che palle!) hanno solo voglia di cazzeggiare, come le non blogghe d'altra parte, di divertirsi sparolando, di giocare, e infatti li vedo tutti affiatati, tutti in fase, sintonizzati, insquadrati, inseriti, insellati cavalcare, aggruppati, su campi fioriti, verso orizzonti lontani, luminosi, sorridenti, paccate sulle spalle, sbaciuccamenti, occhietti, "che bello che sei", "che bello che sono", "che figata ragazzi", li vedo, vi vedo allontanarvi, rimpicciolirvi, diventare un tutt'uno e svanire nel disco del sole.
E ancora una volta mi sento fuori dal cerchio, solo come un cane, anche qui nella blogsfera.
Neanche come anonimo ho saputo bleffare!